Approvato a Venezia il ‘Progetto Strategico Alterenergy’, guidato dal Servizio Mediterraneo della Regione Puglia, nell’ambito del Programma CBC IPA Adriatico 2007-2013. Il progetto si pone l’obiettivo di creare una comunità adriatica dell’energia sostenibile e prevede il coinvolgimento delle Regioni e dei Paesi del sud-est Europa che si affacciano sull’Adriatico. Successo per la delegazione pugliese guidata dal direttore dell’Area Organizzazione della Regione Puglia Bernardo Notarangelo: dopo un lungo lavoro di preparazione dei contenuti progettuali e di definizione del complesso partenariato, il Progetto StrategicoAlterenergy è stato ufficialmente ammesso a finanziamento dal Comitato di Sorveglianza del Programma di Cooperazione Territoriale IPA Adriatico, riunitosi a Venezia il 14 e 15 aprile scorsi.
Coerentemente con le politiche di sviluppo regionali in ambito energetico, il progettoAlterenergy, che ha come capofila la Regione Puglia e prevede il coinvolgimento di tutte le Regioni adriatiche italiane, dell’Albania (co-promotore dell’iniziativa) e di Slovenia, Bosnia, Croazia, Serbia, Montenegro e Grecia, è finalizzato alla definizione di una comunità adriatica dell’energia sostenibile: la sua ambizione è incidere a livello istituzionale, politico, tecnico e scientifico sulla capacità di pianificazione e sviluppo energetico territoriale adriatico. Attraverso Alterenergy si realizzeranno anche interventi pilota sulle piccole comunità che sono tipiche dell’arco adriatico, promuovendone lo sviluppo, la sostenibilità e l’efficienza energetica.
“Sono particolarmente soddisfatta di questo importante risultato dell’iniziativa della Regione Puglia in materia di strategie per lo sviluppo integrato dell’area adriatica – afferma l’Assessore al Mediterraneo Silvia Godelli – In un momento in cui nel Mediterraneo le tensioni sono altissime, i successi della nostra Regione mostrano come realizzare cooperazione e politiche di integrazione a sostegno dello sviluppo comune e dei destini della democrazia nel bacino adriatico-mediterraneo possa rivelarsi molto più efficace dei rombi di cannone e dei rimpatri forzati dei profughi”.
Fonte: Regione Puglia
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